I primi anni
Parlare del Messina 13 sembrerebbe cosa facile, scontata : dare qualche data di riferimento, inserire una sfilza di nomi, raccontare qualche aneddoto e via “già fatto!”. Per noi, come sicuramente per molti altri, già solo provare a raccontare la storia di questo gruppo è motivo di orgoglio e soddisfazione scaturiti dall’immutato rispetto per lo scoutismo e per quanto i capi ed i ragazzi del “13” ci hanno saputo dare.
Era il 1944 ed in tempo di guerra tanti erano i ragazzi che trovavano “riparo” presso gli istituti religiosi , fra questi a Messina, il Domenico Savio, oratorio che sempre ha fatto da faro alla gioventù locale.
Nel mese di Ottobre Don Allegra, Direttore dell’oratorio , dando la buona notte ai ragazzi diede loro la notizia che se avessero presentato le domande sarebbero entrati a far parte degli scout... ( A.S.C.I. Associazione Scout Cattolici d’Italia), il passo fu rapido: il 31 Gennaio 1945 il Riparto A.S.C.I. Messina 13 “Don Bosco” nacque! il fazzolettone bianco verde venne messo al collo dei “ragazzi” che sotto la voce Riparto annoveravano un gruppo eterogeneo comprendente lupetti ed esploratori, questi iniziarono le attività dalla piccola sede situata presso l’Istituto Salesiano Domenico Savio (Chiesa SS.Salvatore).
Il primo Capo Riparto fu Giuseppe Bertuccio coadiuvato da Don Raffaele Tripoli come Assistente Ecclesiastico le prime due squadriglie furono la Leoni e la Volpi. ll Messina 13 iniziò da subito a distinguersi per lealtà, stile e correttezza.
Don Allegra ebbe giusto il tempo di veder nascere , sotto di sé, questa nuova creatura, che, nell’estate ’45 morì proprio nel cortile dell’oratorio fra i ragazzi a cui aveva aperto la strada dello scoutismo.
L’attribuzione del n.13 dipese dal fatto che esistendo prima di allora , a Messina come in tutta Italia, altri “gruppi scout” che vennero automaticamente sciolti con l’avvento del fascismo, si riprese (dal ’44 in poi) con la nuova numerazione, sperando nella riapertura di quelli precedentemente costituiti e poi sciolti. I colori bianco e verde del fazzolettone vogliono indicare la “purezza” dei ragazzi alle prime esperienze di vita e la “speranza” che questi possano riuscire nel loro intento di lasciare il mondo un po’ migliore di come è stato trovato (Baden Powell). Il termine “riparto”,oggi coniugato in reparto, indicava, prima dell’avvento del “gruppo” (avvenuto ufficialmente in base nazionale tra il ’49 – ’50) l’insieme di esploratori e lupetti. L’apertura dei “clan” coincise con il conio del termine “Gruppo Scout”.
Subito dopo, nel Settembre del ’45 , la Fiamma bianco – verde del ME 13 venne benedetta dal Santo Padre in occasione di un incontro tenutosi a Roma e Castelgandolfo .
Lo scoutismo messinese ebbe, con il 1° Campo di Zona tenutosi a Torre Faro nell’estate del 1946, la conferma che i vari “riparti” ben convivevano fra di loro seppur con una buona dose di rivalità! Nel ’48 si partecipò al campo regionale tenutosi a Palermo nel bosco della Favorita ritornando poi a Roma in occasione di un pellegrinaggio ad Assisi.
Il Gruppo A.S.C.I. ME 13 , si completa nel 1950 , con l’apertura del Clan “La Madonnina” (.... i ragazzi erano divenuti grandi ! ) ed il battesimo del Branco “del Baobab”. Nel 1951 venne firmata la prima Carta di Clan. Il 1954 segna un altro evento importante per la formazione dei ragazzi del 13: la partecipazione al Campo Nazionale tenutosi in Val Fondillo.
In quegli anni , immediatamente dopo il conflitto mondiale, c’era una evidente arsura di attività giovanili e questo comportò, visto l’interesse destato, l’apertura , all’interno dello stesso ME13 , di un secondo Riparto “Duca degli Abruzzi” (’54 – ’55).
I nomi di chi iniziò e rimase a lungo gettando solide basi per il consolidamento del ME 13 sono: Giuseppe Bertuccio, Aurelio e Vittorio Ciccocioppo, Giacomo, Giuseppe, Nino e Giovanni Trinchera, Enzo Romano, Pippo e Franco Nicosia, Marcello Visconti, Giovanni Atanasio , Luigi Gasparini e Don Giuseppe Miracola .
E’ giusto sottolineare che il prof. Giuseppe Bertuccio fu per un decennio “Commissario Regionale” dell’A.S.C.I quindi testimone, a pieno titolo, di dieci anni di scoutismo siciliano .
I principi ispiratori che animavano i cuori di questi predecessori sono stati, come testimonia lo stesso Bertuccio: l’amore ed il rispetto per gli altri, la voglia di avventura e la necessità di fare qualcosa di utile per i tanti giovani che, nell’immediato dopoguerra, “svolazzavano come banderuole “ senza saper prendere precise direzioni!... per lui lo scoutismo è stato scuola di vita.
Era il 1944 ed in tempo di guerra tanti erano i ragazzi che trovavano “riparo” presso gli istituti religiosi , fra questi a Messina, il Domenico Savio, oratorio che sempre ha fatto da faro alla gioventù locale.
Nel mese di Ottobre Don Allegra, Direttore dell’oratorio , dando la buona notte ai ragazzi diede loro la notizia che se avessero presentato le domande sarebbero entrati a far parte degli scout... ( A.S.C.I. Associazione Scout Cattolici d’Italia), il passo fu rapido: il 31 Gennaio 1945 il Riparto A.S.C.I. Messina 13 “Don Bosco” nacque! il fazzolettone bianco verde venne messo al collo dei “ragazzi” che sotto la voce Riparto annoveravano un gruppo eterogeneo comprendente lupetti ed esploratori, questi iniziarono le attività dalla piccola sede situata presso l’Istituto Salesiano Domenico Savio (Chiesa SS.Salvatore).
Il primo Capo Riparto fu Giuseppe Bertuccio coadiuvato da Don Raffaele Tripoli come Assistente Ecclesiastico le prime due squadriglie furono la Leoni e la Volpi. ll Messina 13 iniziò da subito a distinguersi per lealtà, stile e correttezza.
Don Allegra ebbe giusto il tempo di veder nascere , sotto di sé, questa nuova creatura, che, nell’estate ’45 morì proprio nel cortile dell’oratorio fra i ragazzi a cui aveva aperto la strada dello scoutismo.
L’attribuzione del n.13 dipese dal fatto che esistendo prima di allora , a Messina come in tutta Italia, altri “gruppi scout” che vennero automaticamente sciolti con l’avvento del fascismo, si riprese (dal ’44 in poi) con la nuova numerazione, sperando nella riapertura di quelli precedentemente costituiti e poi sciolti. I colori bianco e verde del fazzolettone vogliono indicare la “purezza” dei ragazzi alle prime esperienze di vita e la “speranza” che questi possano riuscire nel loro intento di lasciare il mondo un po’ migliore di come è stato trovato (Baden Powell). Il termine “riparto”,oggi coniugato in reparto, indicava, prima dell’avvento del “gruppo” (avvenuto ufficialmente in base nazionale tra il ’49 – ’50) l’insieme di esploratori e lupetti. L’apertura dei “clan” coincise con il conio del termine “Gruppo Scout”.
Subito dopo, nel Settembre del ’45 , la Fiamma bianco – verde del ME 13 venne benedetta dal Santo Padre in occasione di un incontro tenutosi a Roma e Castelgandolfo .
Lo scoutismo messinese ebbe, con il 1° Campo di Zona tenutosi a Torre Faro nell’estate del 1946, la conferma che i vari “riparti” ben convivevano fra di loro seppur con una buona dose di rivalità! Nel ’48 si partecipò al campo regionale tenutosi a Palermo nel bosco della Favorita ritornando poi a Roma in occasione di un pellegrinaggio ad Assisi.
Il Gruppo A.S.C.I. ME 13 , si completa nel 1950 , con l’apertura del Clan “La Madonnina” (.... i ragazzi erano divenuti grandi ! ) ed il battesimo del Branco “del Baobab”. Nel 1951 venne firmata la prima Carta di Clan. Il 1954 segna un altro evento importante per la formazione dei ragazzi del 13: la partecipazione al Campo Nazionale tenutosi in Val Fondillo.
In quegli anni , immediatamente dopo il conflitto mondiale, c’era una evidente arsura di attività giovanili e questo comportò, visto l’interesse destato, l’apertura , all’interno dello stesso ME13 , di un secondo Riparto “Duca degli Abruzzi” (’54 – ’55).
I nomi di chi iniziò e rimase a lungo gettando solide basi per il consolidamento del ME 13 sono: Giuseppe Bertuccio, Aurelio e Vittorio Ciccocioppo, Giacomo, Giuseppe, Nino e Giovanni Trinchera, Enzo Romano, Pippo e Franco Nicosia, Marcello Visconti, Giovanni Atanasio , Luigi Gasparini e Don Giuseppe Miracola .
E’ giusto sottolineare che il prof. Giuseppe Bertuccio fu per un decennio “Commissario Regionale” dell’A.S.C.I quindi testimone, a pieno titolo, di dieci anni di scoutismo siciliano .
I principi ispiratori che animavano i cuori di questi predecessori sono stati, come testimonia lo stesso Bertuccio: l’amore ed il rispetto per gli altri, la voglia di avventura e la necessità di fare qualcosa di utile per i tanti giovani che, nell’immediato dopoguerra, “svolazzavano come banderuole “ senza saper prendere precise direzioni!... per lui lo scoutismo è stato scuola di vita.
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Appunti di Marcello Visconti: Perché ME XIII?
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